Cambiare prospettiva
La prima puntata di Creativity in Action si apre con uno scoppiettante Cristiano Seganfreddo, direttore di Fuoribiennale. Il suo intervento ha spaziato molto: dalle decisioni di aprire uno spazio in centro a Vicenza dedicato al contemporaneo – Montono- fino alle sue esperienze professionali in qualità di art director di importanti aziende quali Furla e Gas. Naturalmente gli spunti interessanti emersi in queste “divagazioni” sono stati molti. Provo a sintetizzarli in alcuni passaggi essenziali.
Territori in trasformazione
Il nordest sta attraversando una fase di trasformazione. Dopo il successo degli anni 70-80 è iniziata una profonda riqualificazione del nostro tessuto imprenditoriale. Si è trattato di un cambiamento che è avvenuto in modo graduale e non omogeneo, alcune imprese hanno saputo rispondere meglio di altre alle nuove richieste poste dalla globalizzazione puntando sulla creatività e sull’innovazione. Nel nordest sono presenti delle imprese che oggi sono leader internazionali nei loro rispettivi settori industriali (Alpinestars, Bottegaveneta,, Dainese, Diesel, Replay). Questa mutazione genetica del territorio è passata a lungo sottotraccia. Nel suo intervento, Cristiano ha presentato il progetto Please Disturb con il quale ha cercato di raccontare il nuovo veneto creativo. Il risultato è una nuova mappa del veneto che richiama quella di una metropolitana.
Il cambiamento del territorio riguarda anche le città e non soltanto le aree industriali. La stessa scelta della sede dove dare vita al progetto di Fuoribiennale è molto indicativa. Monotono si trova in un edificio di viale Milano, considerata a Vicenza una zona depressa: vicina alla stazione dei treni e con una forte presenza di immigrati. Oggi quest’area si sta riqualificando ed è una delle aree a maggiore dinamismo della città.
Cultura e impresa si contaminano
Il mondo della cultura e quello dell’impresa hanno tradizionalmente viaggiato su binari paralleli. Le logiche alla base di questi due mondi sono state considerate a lungo inconciliabili. L’incontro si giocava al massimo sul terreno della sponsorizzazione di eventi culturali. Oggi la situazione sta cambiando. Cultura e imprese sono indirizzate verso una più stretta interazione. In particolare le imprese oggi vendono nella cultura e nell’arte contemporanea in particolare una modalità per innovare e per arricchire i significati connessi al prodotto. Questa è la strada, come ha indicato Cristiano, che hanno seguito in Bisazza dove hanno chiamato artisti contemporanei ad interpretare in chiave creativa il mosaico.
Puntare sulla diversità
I mercati sono invasi da prodotti. I consumatori sono assuefatti dagli oggetti che popolano la vita quotidiana. Come essere innovativi in questo contesto? Cristiano pone molta enfasi sul tema della diversità. La creatività è legato oggi alla capacità di offrire al consumatore un punto di vista originale più che un semplice prodotto. Il territorio gioca un ruolo importante offrendo una serie di elementi sociali e culturali molto specifici ai quali si può attingere per esprimere una diversità. Più che rinunciare alle proprie competenze, anche di tipo più manifatturiero, è oggi possibile dare a queste attività un nuovo significato. E’ quello che ha fatto Giovanni Bonotto, delle omonime industrie tessili. Sull’orlo del fallimento a causa della forte concorrenza cinese, Bonotto ha deciso un profondo cambiamento di rotta. Invece di rincorrere i cinesi sul prezzo ha deciso di investire su una maggiore qualità artigianale della propria produzione. Ha rimesso in funzione vecchi telai di inizio secolo e realizza oggi tessuti molto particolare che sono ricercati dalla principali case di moda a livello internazionale
Marco

