Alla manifestazione hanno presentato i loro lavori i designer: Massimo Ruaro, Claudia Malvestio, Gianna Sartori, Enrico Caberlon, Giuseppina Grimaldi, arch. Giovanni Scirè Risichella. Gli oggetti sono stati realizzati dalle aziende: Superficiquattro, Fair Line srl, Enrico Caberlon, Naoto
Qui potete scaricare il media kit e le immagini dei prototipi
Vi aspettiamo in fiera mercoledì 14 gennaio alle 17.00 per la vernice!
Marco
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Gli imprenditori orafi scommettono sull’arte contemporanea come processo di innovazione. Una scommessa che ha visto gli imprenditori orafi protagonisti di un confronto sistematico con il gruppo di artisti visivi ZimmerFrei, all’interno di un workshop coordinato da Venice International University. Questo confronto ha portato all’esplorazione di percorsi non convenzionali per la realizzazione di concept di gioiello e innovative modalità espositive del prodotto.
I risultati del workshop con gli artisti, che saranno presentati a gennaio 2009 in un evento espositivo a Vicenza, sono anticipati da un’azione inedita nel mondo dell’oro: gli stessi imprenditori orafi sono protagonisti di una performance coordinata da ZimmerFrei. La performance si svolge domenica 7 settembre dalle 10.30 alle 11.30 all’ingresso di Glamroom, il nuovo Padiglione ideato dall’architetto e designer Aldo Cibic per Choice, l’appuntamento autunnale di Vicenza Oro.
Nella performance saranno presentate attraverso azioni simboliche le linee di trasformazione lungo le quali gli imprenditori stanno orientando i processi di innovazione. L’azione sarà videoripresa ed
editata in diretta, per essere trasmessa in fiera nei giorni successivi.
L’iniziativa si colloca all’interno di Creativity in action, un programma fortemente voluto da CORART (Consorzio per le imprese orafe Vicentine), CNA Vicenza e coordinato da Venice International University. Il progetto Creativity in action si propone di mettere la creatività in azione attraverso un ciclo di seminari con artisti, desginer, imprenditori ed un workshop che coinvolge realtà emergenti del mondo della produzione orafa e giovani artisti visivi. Il progetto vuole innescare un processo di trasformazione del territorio puntando sull’innovazione e sulla creatività come fattori in grado di generare un vantaggio competitivo sostenibile. Creatvity in action nasce all’interno del distretto dell’oro di Vicenza e intende favorire un percorso di scoperta della creatività attraverso la contaminazione con esperienze fortemente innovative provenienti dal mondo della cultura e dell’industria.
L’iniziativa è stata sostenuta da EBAV. Ente Bilaterale dell’ Artigianato Veneto.
L’incontro con Giovanni Bonotto (figlio di Luigi) ha messo in luce altri elementi di discontinuità. Giovanni, cresciuto in mezzo agli artisti invitati dal padre e con alle spalle una formazione universitaria di tipo umanistico, quando è entrato in azienda ha impresso un cambio di direzione. Invece di inseguire il mantra dell’efficienza, necessaria per competere con i concorrenti asiatici, ha imboccato la strada della differenziazione, mettendosi a produrre tessuti molto particolari, che nessun altro è oggi in grado di realizzare. Bonotto ha infatti recuperato vecchi macchinari tessili e ha aggiunto una crescente quota di artigianalità alla lavorazione industriale. Usando le parole di Giovanni, ogni tessuto Bonotto “ha la sua carta d’identità, racconta una storia”. Seguendo questa strategia Bonotto è diventato il riferimento per i tessuti per le principali aziende di moda del mondo (YVS, Prada, Hugo Boss, ecc.).
La storia di Bonotto ha molti elementi in comune con quella di Chimento, presentata dalla viva voce del suo fondatore Adriano. Nell’oro Chimento ha puntato molto sull’innovazione (ad. esempio il brevetto per il braccialetto d’oro flessibile) pur mantenendo una forte attenzione all’artigianalità del prodotto. Chimento è stata una delle prime aziende del distretto a puntare sulla comunicazione e su un modello distributivo innovativo (franchising e punti vendita diretti) per valorizzare la qualità della propria produzione orafa.
Insomma, molto più di semplici oggetti: prodotti con un’anima.
Marco
]]>Marco
]]>Paolo Battistoni ha raccontato la sua esperienza di designer all’interno di un’azienda che produce attrezzi sportivi su larga scala. Interessante il riferimento alla particolare combinazione tra qualità artigianale e l’utilizzo delle nuove tecnologie per la realizzazione di sci/scarponi/attacchi. Per realizzare prodotti innovativi servono senza dubbio la prototipazione rapida e il rendering 3D ma è necessario tener conto dell’intuizione del designer che si esprime prima con tecniche artigianali (sculture, costruzione di modelli a mano) e poi viene codificata in digitale.
Bruno Borsoi ha evidenziato l’importanza della gestione del processo di progettazione. Il design è parte di un processo più ampio che coinvolge diverse aree aziendali. Innovare significa raccordare la creatività del designer con le richieste che provengono dal marketing, dalla produzione e dalla distribuzione. E’ necessario un processo disciplinato che permetta di coordinare queste diverse prospettive. La creatività è una questione di management. Il genio isolato non sempre aiuta.
Marco
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Questo nuovo approccio ha attraversato interamente l’azienda: dalla progettazione dell’impianto produttivo (che assomiglia ad una casa) alla gestione delle attività creative. La creatività e l’innovazione diventano, da questo punto di vista, lo strumento attraverso il quale trasferire gli elementi di un progetto culturale innovativo a dei prodotti. Finito il tempo della ricerca estetica fine a se stessa, in Lago hanno deciso di puntare su una creatività intesa come il risultato più di un processo interdisciplinare che non della vena artistica di un genio isolato. Sotto la guida di Diego Paccagnella, direttore artistico e designer della St. Martin’s School di Londra, Lago ospita regolarmente presso il Lago Studio, una casa nella campagna padovana, workshop con studenti provenienti dalle più prestigiose scuole di design d’Europa (Royal College of Arts, St. Martin’s School, Eindovhen acamdey).
Gli studenti si fermano un mese e collaborano con Lago alla realizzazione di progetti di punta. A questi workshop partecipano direttamente l’imprenditore (Daniele Lago) e tutte le figure chiave dell’azienda (comunicazione, commerciale, design, produzione) che vengono esposte all’esperienza della creatività. E’ proprio da questo incontro tra la creatività degli studenti e la cultura aziendale che nascono molto delle idee che sono alla base di nuovi prodotti Lago.
Marco
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E’ il caso delle merci di culto. Stefano ne offre una interessante panoramica in questo video parlando del mondo degli orologi e della loro evoluzione nel tempo.
Come generalizzare la lezione delle merci di culto, che sappiamo, sono quasi sempre un’eccezione più che la regola? Invertendone la logica. In passato, i prodotti culto diventavano tali in quanto la storia si costruiva ex-post una volta che il prodotto era già sul mercato. Oggi diventa necessario generare prima delle storie interessanti e poi dei prodotti. Nel caso del gioiello significa riflettere sullo stesso significato che assume nella vita del consumatore. Il gioiello è infatti legato ad una simbologia (permanenza ed irreversibilità) che oggi si conciliano con difficoltà con la vita nella società liquida, in perenne cambiamento. Questa evoluzione della società è stata interpretata con successo dai brand della moda che hanno puntato su un gioiello inteso come accessorio. Rimane aperta però una strada, oggi poco battuta, sul nuovo ruolo giocato dal gioiello nella nostra vita. Si tratta di una storia ancora tutta da scrivere.Ogni storia ha le sue regole. Stefano nella sua presentazione ne identifica alcune che si rifanno ai grandi temi della letteratura classica (odissea) e che riguardano il processo di trasformazione del protagonista attraverso il confronto con prove impegnative ed incontri importanti. Naturalmente non sono le uniche ipotizzabili.
E’ sicuro, invece, che la qualità del prodotto orafo è sempre meno riconducibile al materiale di realizzazione e sempre più alla storia che lo identifica.
Marco